Citazioni - Piccola raccolta di pensieri dell'artista, tratta da moleskine, taccuini, appunti.



Dipingere è porsi delle domande, vivere, ascoltare, sognare, trasgredire, quindi creare una nuova realtà. Filosofare fuori dall'ordinario.
1982


Temo che dalla mia effusione artistica si ricavi solo una cosa: l'allegria della conoscenza. Allegria. Ci rifletto. Una valanga di emozioni, esplosioni, colpi, puro rilassamento di tutte le fibre e forze vitali. Incandescenza che da lontano può essere scambiata solo con una tela bianca.
1982


Mi avvicino alla pittura come ad una lingua che non conosco per capirla meglio.I fonemi sono al di sotto delle possibilità del linguaggio: ecco il perchè della pittura.
1982


C'è analogia tra un'opera musicale e un'opera visiva. La musica crea un'emozione corporale come l'opera pittorica. La forma diviene musica e la musica diviene forma.
1982


Bisogna conoscere le regole per poi trasgredirle. Lì comincia l'Arte.
1982


La nostra esistenza è un breve respiro ricco di emozioni, intriso di misteri e di silenzi. L'arte è il suo linguaggio.
1987


Il pieno è luce, è positivo. il vuoto è buio, è negativo. Il contrasto è arte. Buio/silenzio   Luce/musica.
1987


La pittura è come la luna che squarcia il buio della notte, affacciandosi da dietro una nuvola e irraggiando attraverso la vista il buio dell'anima.
1987


Ho modificato il mio modo di dipingere. Ho verificato le mie opinioni e competenze con altri pittori appartenenti al mio gruppo di pensiero maturando nuove idee sulla forma e sul colore.
1987


Il quadro è un frammento di pensiero, come tale è confuso, frastagliato, irragionevole se viene visto da solo. Un quadro che dice tutto è un cattivo esempio di arte. Un granello di sabbia ricorda il mare, ma non è il mare.
1987


Ho smesso di fotografare. La foto anche se bella è immobile, non cambia, non si modifica, non va oltre. provo a dipingere il ricordo della foto. Va già meglio.
1987


Ho scritto un'altra canzone, ma il concetto l'ho dovuto completare con un quadro. La musica ha bisogno della pittura per esprimersi al meglio.
1987


Ho visto la Danza. Mai avrei pensato fosse così vibrante. 5 figure che uniscono terra e cielo, l'espressione sublime di infinito. Il cerchio, la magia, la plasticità esasperata, l'unione al confine del mondo. La sintesi totale tra contenuto e forma. Le basi della verità assoluta. Come avrà fatto Matisse a creare un'opera così perfetta?
1990


L'arte è l'opera che ci preserva dalla dissoluzione.
1994


L'arte è illusione rassicurante. Il bello non è proprio dell'oggetto, ma è una qualità del sentimento proprio del soggetto, trova il suo fondamento esclusivamente nella sfera emozionale del fruitore.
1994


Sperimentare la rappresentazione cerebrale musicale con la pittura, trasformare le noti e gli accordi in tratti e forme- La sperimentazione falsa è quella che si fa solo per ragioni teoriche, motivazioni precostituite, volontarie, programmate. la sperimentazione vera non si autodefinisce, è irragionevole, improgrammabile, irrazionale.
1994


La pittura non è un'arte, ma il fondamento possibile di una riflessione su tutto il sociale/cerebrale. E' la rappresentazione del limite del linguaggio, pura illusione che resiste oltre la morte: la scommessa del cervello sulla realtà.
1994


Sto dipingendo un interno, una donna in un contesto musicale jazz. procedo a tantoni, ma d'impulso. Colori puri sulla tela, tratti netti, senza ripensamenti. Non so che colori avrà, so che quello che farò l'ho già visto. L'arte è sempre un deja-vu.
1995


Servendomi costantemente delle parole mi rendo conto della loro pochezza e inservibilità. Se c'è qualcosa che giustifica il servirsi della parola questo non è nè il suo aspetto nè il suo significato, è la nostra idea di qualcosa oltre il confine. Un'energia, una forza innegabile in un campo di forze. Poi arriva la forma, il tratto, il colore. E la parola non serve più.
1995


Se le cose sembrano essere tutte uguali evidentemente bisogna trovare occhi diversi. La solitudine dell'esperienza pittorica e musicale porta al superamento dell'esclusività individuale per ritrovare la solidarietà umana e un'esperienza universale.
1995


Dipingere significa creare una cosa diversa da se stessi, un "essere parlante", poco importa se completamente fittizio e se somigliante a chi lo ha creato. Se vive di una propria vita allora coinvolge l'altro e, nell'ipotesi più felice, rappresenta la voce di ognuno.
1995


La questione non è se lo spazio sia o no infinito o se ha confini sui quali si arresta. Nell'infinito la questione dell'infinitezza non sussiste. Tuttavia vi sono spazi organizzati, e allora la questione dell'infinitezza ha un senso, collegata ad una serie continua di piccoli spazi. Sono i piccoli spazi che dobbiamo riempire con le nostre opere per arrivare al concetto dell'arte con la A maiuscola.
1995


L'arte contemporanea non esiste. L'arte vive di passato e di futuro, non di presente.
1995

Voglio rappresentare la bellezza della donna senza usare i gioielli, voglio che si percepisca la classe senza usare i particolari, solo con la forma.
1999


L'arte è un'ancora in un oceano di speranza.
1999


Una foto è reale, quindi incomprensibile perchè imperfetta. La natura invece è perfetta. Sarà per questo che è necessario dipingere?
1999


Oggi ho dipinto un paesaggio. I paesaggi non sono la mia produzione maggiore, ma mi tornano utili per mettere ordine nei miei pensieri, mi obbligano al dettaglio, sia pure intuitivo e approssimativo. preparano il terreno alle figure di interni jazz che sintetizzano forma e colore, sogni e realtà, certezze e contraddizioni.
1999


Per avere sensazioni è necessario che corpi esterni agiscano sul nostro e le generino. L'immagine fa il resto. La pittura è il riassunto del percepito, la rappresentazione del composto nel semplice.
1999


Occhio e cervello devono avere uno sviluppo simultaneo in un pittore, non basta osservare, bisogna anche elaborare, organizzare, solo così ci si può esprimere in modo completo. Non bisogna riprodurre una figura, ma interpretarla per mezzo di equivalenti plastici e di colore.
2000

La tecnica deve essere subordinata alla sensitività, è solo uno strumento espressivo in grado di organizzare la sensazione secondo uno schema estetico. Credo più al pittore per magistero d'arte che a quello per attestato accademico.
2000

Ho sempre cercato di sintetizzare l'immagine. Opero una semplificazione estetica per raggiungere l'immediatezza di traduzione dell'idea. E' una pitttura intuitiva, di cui mi servo per sincronizzare il segno con l'immediatezza della sensazione e dell'emozione.
2000


Non so dire se avviene prima la percezione della forma o quella del colore. Probabilmente sono fenomeni separati, ma simultanei. Credo che il colore, rispetto alla forma, abbia una corsia preferenziale nell'espressività emozionale. In termini di efficacia non ha paragoni.
2000

Un quadro è bello se cattura della realtà l'attimo più vero.
2000


Credo che diventare partecipi del sistema dell'arte sia estremamente importante per un collezionista. Il consiglio che dò ai neofiti è di cercare un rapporto di carattere emozionale con l'opera da acquistare, perchè sono convinto che l'acquisto meditato e anche un  po' sofferto, che scopra l'aspetto segreto dell'immagine, qualifica una collezione.
2000


Fare un quadro significa sapere sin dall'inizio ciò che si vuol dire, perchè dipingere è un linguaggio, è l'insieme delle cose dette o scritte che hanno un senso.
2000

La realtà con la quale si può entrare in rapporto per capire l'essenza delle immagini è il colore. La musica, come la pittura, si può scomporre in tre colori fondamentali: il rosso, il giallo e il blu. Come la pittura anch'essa stimola, eccita, distende, seda. Musica e pittura evocano risposte sensoriali e affettive che hanno un carattere di universalità.
2000

Il colore puro, denso, compatto, se bene accostato, oltre a creare movimento, può dare al quadro un elevato grado di bellezza. Il colore dilata lo spazio, la luminosità è l'esplicitazione del concetto di assoluto.
2000

Noi non vediamo il mondo come in effetti è, ma lo filtriamo attraverso sensazioni che interpretano la realtà. La percezione è una simulazione ricostruttiva generata dal cervello. Probabilmente il mondo non ha colori, nè odori, nè sapori.
2000

Sul quadro non bisogna mai aggiungere, è spesso invece utile tralasciare per giungere al nucleo, all'essenza di ciò che si vuole esprimere.
2000

Non pianifico tutto in un'opera, lascio una quota di imprevedibilità, un margine d'errore voluto, un "non finito" antiaccademico, che stimola in me la creatività gestuale.
2000

Mi capita sempre più spesso che collezionisti (sempre più preparati) interessati ad una mia opera mi facciano spesso questa domanda: "perchè ha usato questo tipo di colore?", come se fosse necessaria una teoria convincente di supporto per spiegare l'opera. Io che credevo nell'assioma "vedere è credere" mi sto convincendo che credere è vedere, perchè l'arte è diventata sempre più letteraria. I dipinti esistono solo per illustrare il testo. il Fauvismo, l'Espressionismo, il Futurismo, l'Orfismo avevano l'identica premessa in comune: l'arte per l'arte, il colore per il colore, la forma per la forma. Insomma si dipingeva e basta. il dipinto doveva costringere il fruitore a guardarlo per ciò che era: dei colori e delle forme disposte sulla tela. L'arte viene prima della teoria oppure è il contrario? Non si rischia di fare un grosso passo indietro e di ritornare all'arte non più come trasduzione, ma come traduzione? In questo caso della teoria "letteraria" che è alla base.
2003


Il chiaro che si oppone allo scuro, luci che disegnano ombre, il moderno che sfida l'antico, la semplicità che attenua il fasto. Capita spesso, nel procedere per contrasti, che trovando il giusto equilibrio si riesca ad ottenere un risultato di grande armonia. un dipinto può enfatizzare l'imponenza di una stanza senza tuttavia appesantirla. Lo sguardo è polarizzato in questo caso sui colori e sul contrasto cromatico che emana dal quadro "alleggerendo" il contesto. L'interior designer deve saper interpretare le esigenze del committente, entrare in punta di piedi in un ambiente già arredato e ritoccarlo quel poco che basta a renderlo dinamico. Un dipinto è un ingrediente necessario. Uno stile rigoroso, simmetrico può essere enfatizzato e reso dinamico da un quadro che se da un lato completa la composizione formale, dall'altro inserisce un movimento intrinseco autonomo.
2003


Credo che il colore sia l'origine delle cose, la forma è solo l'involucro che lo contiene. La mancanza di colore nel mondo emotivo di una persona è indizio certo di difesa dal mondo esterno. L'animo umano è fisiologicamente a colori.
2003


La tecnica deve essere subordinata alla sensitività, deve divenire strumento espressivo in grado di organizzare la sensazione
2003

L'atto di creare un dipinto non è solo l'espressione dell'amore verso ciò che dipingo, è anche un atto d'amore verso la vita stessa.
2003

Il colore è imperfezione, è rottura degli schemi, assenza di regole.E' antiaccademico per definizione, non si può insegnare come il disegno. Le teorie sui colori possono concorrere alla creazione di buona arte, ma non possono definirla.
2003

C'è un'urgenza interiore che mi assilla da sempre: è quella di cogliere l'essenza, lo spirito, nel profondo delle cose.
2003


L'inconscio non è il motore dell'azione artistica, ma una RAM dove attingere i dati che ogni individuo memorizza (inconsciamente).
2005


Artista è colui che colma il vuoto esistente tra l'atto quotidiano e il bisogno di sognare.
2005


Ci sono troppi colori, basta scomporre, bisogna ritornare a comporre. Voglio il rosso, il blu, il giallo e il bianco sulla mia tavolozza. Gli altri colori non servono più.
2005


Il fremito del mare non potrei percepirlo se non avessi la percezione dei suoi flutti, delle onde, del fragore degli scogli. Se non avessi la percezione delle parti, delle singole onde, non riuscirei a dipingere il tutto. Ho dipinto due forme, due vele, in equilibrio su un mare di blu.
2005


Dipingo angeli dal cuore d'oro che hanno come controfigura diavoletti insoddisfatti
2008

Converrebbe porsi davanti alla bellezza non come il pellegrino davanti al tempio, ma come parti del tempio stesso, perchè il concetto di bellezza è nato con noi, segno di una forza che testimonia l'idea della vita. Esso è dentro di noi e cerca inesorabilmente di uscir fuori.
2008

Il quadro nasce dall'idea, guai se non ci fosse questa. L'espressione dell'idea è il filo conduttore dell'opera. La mia urgenza espressiva è dettata dal visualizzare in tempo reale l'idea. L'elaborazione dell'idea può essere lunga, laboriosa, ricca di dettagli, ma la sua rappresentazione deve essere sintetica.
2008

Prende forma l'idea. Inizia la competizione, l'impulsività, l'energia psichica si trasforma in linee, tratti somatici, in comprensione dell'idea. Ed ecco il blu, legame tra terra e infinito, sapienza e riflessione, ascolto ricettivo.
2008

L'opera può essere solo la testimonianza di un'emozione provata di fronte alle cose e agli avvenimenti. L'opera invade la vita e la vita arriva a sublimare ogni intonazione dell'opera. Ed è proprio quando il ricordo si fa percezione sensoriale che lo vedo trasformare in dato fisico ed ogni colore trova la sua giusta collocazione, definisce un gesto, un'azione, è ricordo e presagio, appendice di vita quotidiana, emanazione della filosofia naturale.
2008

Una forte esperienza emozionale è come un uragano, ma la poesia attende la quiete per esprimersi al meglio. C'è una latenza di risposta in cui si è pronti all'esplosione.
2008

C'è una dimensione reale che si stempera in ciascun colore, in ciascuna figura, in ciascuna composizione di un quadro. Non è il tentativo di esprimere l'inesprimibile, ma la ricerca di una concezione personale dell'esistenza che consenta di cogliere l'essenza di ogni cosa raffigurata.
2008




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